I lavoratori anziani sono una parte in crescita nei luoghi di lavoro

Gabriele Zambelli

Nei 28 stati che compongono l’Unione Europea, la percentuale di persone che hanno un’età che va dai 55 ai 64 anni è incrementata dal 39.9 nel 2003 al 50.1 nel 2013. In soli 10 anni questa percentuale è aumentata di più del 10 percento e questo aspetto deve far riflettere come una politica nazionale ed europea ha bisogno di imporre determinati obiettivi sotto diversi punti di vista.

L’età di uscita dal mercato del lavoro è aumentata dai  59.9 anni nel 2001 a 61.5 anni nel 2010.L’obiettivo occupazionale della strategia europea 2020 è quella di incrementare la percentuale di occupazione lavorativa della popolazione di età tra i 20 e i 64 anni al 75 percento. Questo significa che le persone in Europa dovranno lavorare più a lungo.

Chiaramente le caratteristiche dell’esperienza e del sapere lavorativo dipendono dall’anzianità di lavoro. Mentre queste aumentano con il passare degli anni, inversamente,  alcune capacità funzionali, come quelle fisiche o sensoriali,  diminuiscono come risultato del naturale processo di invecchiamento.

Ancora, questi cambiamenti dovuti all’età non sono uniformi dal momento che dipendono da diversi aspetti, quali lo stile di vita, l’attività fisica, alimentazione, predisposizione genetica alle malattie, cultura e altre variabili.

Già nel 2005, un articolo degli autori Elisabeth Roger e William J. Wlatrowski, economisti del Bureau of Labor Statistics degli Stati Uniti, affermava che molti americani rimanevano nei luoghi di lavoro fino a più di 55 anni e nonostante la loro esperienza lavorativa subivano incidenti più gravi rispetto ai loro colleghi più giovani. Non solo, ma anche i giorni di convalescenza al fine di  riprendere l’attività lavorativa dopo un infortunio, erano maggiori.

Alla luce di ciò, queste diverse situazioni che diventeranno sempre più impattanti, non solo per i lavoratori anziani  stessi, ma anche per i datori di lavoro, devono essere prese in considerazione  nel processo di valutazione dei rischi e l’ambiente di lavoro deve essere modificato per far fronte a questi cambiamenti tenendo in considerazione che questa tipologia di lavoratori,  non deve essere individuata  come un gruppo omogeneo, dal momento che  possono essere presenti differenze soggettive tra lavoratori anziani della stessa età.

  • European Agency for SAfety and Health at Work – OSH management in the context of an ageing workforce
  • Occupational safety and health – E. Rogers, W. J. Wlatrowski – Injuries, illness and fatalities among older workers

 

Gabriele Zambelli

Amministratore

Poliambulatorio privato Punto Medico

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